Piero Gilardi: favole, gioco, luoghi di esperienza

In esposizione al PAV una selezione delle opere realizzate dall’artista torinese negli ultimi cinque anni

Piero Gilardi al PAV

Piero Gilardi al PAV

Lo scorso 24 gennaio è stata inaugurata al Parco d’Arte Vivente, la mostra “Piero Gilardi_recent works 2008-2013”, che dà il via all’Art Program 2013 sotto il segno dell’Internaturalità. La mostra, curata da Claudio Cravero, è visitabile fino al 28 aprile 2013.

Cosa si può vedere. Forse meglio dire cosa si può sperimentare. Le opere selezionate per l’esposizione sono state realizzate da Piero Gilardi (Torino, 1942) a partire dal 2008 – data di nascita del PAV e dell’installazione permanente Bioma – fino ad oggi. Sono prevalentemente installazioni interattive, molte di queste inedite al pubblico italiano, poi alcuni “Tappeti Natura” e alcuni disegni. A completare l’esposizione vi sono alcuni video che illustrano il pensiero dell’artista attraverso la sua testimonianza e il suo lavoro, ripreso durante la realizzazione di alcune opere, durante laboratori e esperienze di realtà virtuale con supporti multimediali.

Le opere di Gilardi, oltre ad avere la caratteristica di essere interattive, di generarsi o mutare grazie alla partecipazione diretta del pubblico, sono opere d’arte relazionale. Come vi abbiamo già accennato, l’arte relazionale nasce da un processo creativo collettivo, da un confronto tra l’artista e altri artisti, esperti e non, e chiunque voglia mettersi in gioco senza preconcetti.

Il PAV è un Centro sperimentale d’Arte Contemporanea, la cui attività si fonda proprio su concetti quali partecipazione e relazione (osservazione, sviluppo e creazione di relazioni tra individui, tra individui e habitat/ambiente/natura). Nel programma delle attività proprio i tavoli preparatori, i workshop e i laboratori, aperti a discipline e saperi diversi, ricoprono un ruolo importante. Vi si può partecipare attivamente e molti sono aperti anche ai visitatori e ai cittadini. (vedi http://www.cittv.it/?p=2019 e http://www.cittv.it/?p=2031).

L’esperienza, il gioco e l’immaginazione. Come ha spiegato Piero Gilardi durante l’inaugurazione della mostra, le sue opere sono interattive, stimolano i sensi, sono “emozionanti perché coinvolgono come fossero parte di un gioco. E il gioco e la partecipazione emotiva sono fondamentali per qualsiasi essere umano: da adulti con il gioco si torna un po’ bambini, riscoprendo le stesse curiosità e creatività. Il gioco non può essere considerato qualcosa di superficiale o “poco serio” e, nonostante abbia sempre le sue regole, è massima espressione di libertà.

Quest’arte diventa così esperienza per il visitatore, è favola e gioco al tempo stesso, ma stimola anche a riflettere su temi importanti che riguardano l’uomo, l’ambiente, la diversità e la biodiversità, ad osservare come noi esseri umani ci relazioniamo con gli altri esseri viventi.
Questi rapporti sono cambiati nei millenni di evoluzione umana, l’uomo moderno “civilizzato” ha preso il sopravvento, alterando l’habitat, depredando e distruggendo, nella convinzione di poter dominare ogni altro essere vivente, ogni evento naturale, ogni cultura minoritaria.

Come prima tappa per comprendere il percorso artistico di Piero Gilardi, la mostra ripropone Stop Pollution! (1983), foto e testi dell’azione artistica condotta nella riserva indiana Mohawk di Akwesasne che testimonia l’impegno civile dell’artista negli anni ’80 in azioni corali per l’arresto dell’inquinamento presso culture cosiddette “altre”.
Dopo aver attraversato una Spiaggia corallina (2010) – uno dei tanti coloratissimi e ricchissimi “Tappeti Natura” riproducenti in scala 1:1 diversi habitat naturali -, è possibile ritrovarsi con sorpresa in un bosco estivo, tra uccelli, cicale e stormir di fronde, semplicemente sedendosi su un incavo muscoso del tronco d’albero di Aigues Tortes (2007). Oppure ritrovarsi a quattro zampe di fronte a Tiktaalik (2010), il resto fossile di un animale preistorico che si anima guardandoci negli occhi, seguendo i nostri movimenti come fosse il nostro riflesso in uno specchio. O ancora, come minatori o speleologi armati di torcia, cercare pietre preziose o tracce geologiche calandosi nell’oscurità di Ipogea (2010).

Se poi ci si trova in uno spazio buio, denso di suoni fragorosi e immagini di acque agitate, ad affrontare il movimento del tronco d’albero di Climate Change (2012/2013), “impazzito” come se fosse spinto dall’acqua di un’alluvione, e si cerca di schivarlo o domarlo, allora la sensazione d’impotenza, come se ci si trovasse realmente davanti alla forza della natura, diventa man mano fortissima. Una visita da fare con la voglia di mettersi in gioco, un’esperienza da fare da adulti e, ancor più, insieme ai bambini.

Per ulteriori informazioni:
PAV | Via Giordano Bruno 31, 10134 – Torino
+39 011 3182235 | press@parcoartevivente.it

Chiara Maggiore

Pubblicato su CitTV il 29 gennaio 2013

CitTV Testata registrata presso il tribunale di Torino il 1-07-2010. Direttore responsabile Mauro Ravarino. CF 97727430015

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...