Agire subito unitamente contro la corruzione

In questi giorni Libera e Don Ciotti, sono all’Europarlamento di Bruxelles per chiedere all’Unione Europea un impegno concreto contro la corruzione.

In particolare la richiesta che viene presentata ad oltre 100 europarlamentari è quella che la Commissione Europea, il Parlamento Europeo e il Consiglio Europeo entrino subito in azione per promuovere una Direttiva comunitaria che protegga, incoraggi e incentivi i whistleblower (termine che viene ben spiegato in questo video pubblicato da Riparte il futuro), ovvero chi denuncia nel proprio luogo di lavoro o contesto i casi di corruzione, e i testimoni di giustizia.

Come dichiara Libera, serve una direttiva che, tenendo conto dei diversi sistemi giuridici dei Paesi membri, si ispiri alle migliori prassi a livello internazionale e contenga i seguenti punti:

  • la creazione di canali di denuncia certi, affidabili, facilmente attivabili, garantiti su tutto il territorio europeo e dentro le Istituzioni europee
  • l’unificazione delle protezioni minime per i whistleblower e i testimoni di giustizia come strategia comunitaria coordinata
  • L’istituzione di un’Autorità europea per il whistleblowing

Per fare questo la campagna Riparte il futuro avviata già nel 2013 (un mio precedente articolo Facciamo ripartire il futuro!), con ottimi risultati di partecipazione cittadina, prosegue sensibilizzando tutti i cittadini attraverso una continua campagna informativa, invitandoli a sottoscrivere di volta in volta petizioni da portare ai nostri rappresentanti in parlamento, i braccialetti bianchi che si sono impegnati fin dalla scorsa campagna elettorale nazionale a combattere la corruzione in tutti gli aspetti della società.

Io ho aderito a tutte le petizioni proposte da Libera, nella convinzione che prima di tutto ognuno di noi deve poter contribuire con onestà a riportare la legalità come valore fondante di una società civile sana.

Qui la PETIZIONE diretta al Parlamento Europeo 2014.

Con i continui fatti di cronaca che si stanno succedendo in questi ultimi anni (eppure questo cancro cresceva indisturbato già decenni fa), finalmente sono sotto gli occhi di tutti noi gli effetti devastanti a livello sociale di una cattiva politica collusa e ricattata da poteri economici oscuri e illegali.

Io penso occorra una rivoluzione culturale che riporti il bene comune ad essere il cardine della società per una migliore qualità della vita di tutti, un bene comune che non implica necessariamente annullare le individualità, ma rappresenta piuttosto la somma delle buone potenzialità di ognuno di noi. Occorre eliminare tutte quelle condizioni di privazione di diritti e mezzi che portano anche le persone oneste a tentennare e a volte a cedere a ricatti per denaro, sopravvivenza o “scalata sociale”.

Un sentito ringraziamento a Don Ciotti e a Libera.

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Chiara Maggiore

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