AGGLOVILLE: ripensare le città e il nostro vivere

Al Parco d’Arte Vivente oggi 6 marzo, alle ore 18.00, si inaugura Aggloville, mostra personale di Bert Theis, a cura di Marco Scotini. La mostra è allestita nell’ambito del programma artistico 2015 del PAV,  con il sostegno della Compagnia di San Paolo, ed è visitabile dal 7 marzo al 31 maggio 2015.  

 

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BERT THEIS, Le Troisième Système, 2007 (http://chamarande.essonne.fr/bert-theis/)

 

 

Dopo i troppi negativi e scellerati esempi degli ultimi decenni, pensiamo all’urbanistica e alla pianificazione dello sviluppo urbano (quando ci sono) come a qualcosa di estremamente tecnico al servizio dei poteri politici e delle lobby economiche (più o meno lecite) che influenzano determinati periodi storici. Troppo spesso, purtroppo, siamo assuefatti e non ci accorgiamo che i luoghi più urbanizzati in cui viviamo si discostano dai nostri desideri più profondi e ancestrali di benessere e dai principi di equità.

Allora ci pensa l’arte a proporre nuovi punti di vista e nuove visioni in grado di farci ritrovare quelle connessioni con la natura che troppo spesso dimentichiamo.

Pav logo

AGGLOVILLE

a cura di Marco Scotini

dal 6 marzo al 31 maggio 2015

Il peculiare carattere del PAV, spazio interstiziale tra realtà urbana ed elemento naturale, tra i ritmi della metropoli contemporanea e quelli dettati dal susseguirsi delle stagioni, rende il museo scenario ideale per le opere dell’artista Bert Theis. Temi come urbanesimo sostenibile, ecologia politica e gentrificazione sono al centro della sua ricerca artistica che, da anni, cerca di contrapporsi allo sviluppo del modello urbano neoliberista in contesti geopolitici diversi, dall’Europa all’Asia Orientale. La stessa ricerca viene presentata al PAV con Aggloville, personale dell’artista che raccoglie maquettes, studi progettuali, video e stampe digitali su tela, sviluppati nel corso di venti anni di attività, a partire dal Padiglione Potemkin Lock, concepito per la Biennale di Venezia del 1995.

Gli elementi basici con cui Bert Theis interviene negli agglomerati pubblici e nei contesti sociali sono tratti dalle costruzioni tradizionali dei parchi, quali piattaforme e padiglioni. Ma ciò che caratterizza tali strutture è il fatto che esse delimitino un campo che, di fatto, è lasciato vuoto: introducono l’indefinito, l’incerto e il provvisorio nel cuore della distribuzione del tutto disciplinata della città contemporanea. Aprono uno spazio che si sottrae al controllo, un’area non qualificata in anticipo, ma ogni volta da ridefinire attraverso iniziative collettive. Ogni piattaforma è un enigma che porta lo spettatore/fruitore alla libera interpretazione della funzione e del senso che ad essa vorrà attribuire. Così le opere di Theis si offrono come dispositivi relazionali, capaci di creare comunità temporanee, a tramutarsi in teatri d’incontri e situazioni.

Non c’è più ombra di dubbio: nel paradiso l’uomo nasce sdraiato, nudo sotto una palma”: con questa rivendicazione ironica del tempo originario, l’artista introduce il suo lavoro Le dita della mano, realizzato a Volterra nel 1998 e proposto nell’ambito di Aggloville in forma di maquette. Dieci isolette verniciate di bianco e nel formato di letto a due piazze ciascuna, sono accompagnate da una palma mediterranea ombreggia su di loro. Utopia settecentesca per eccellenza, l’isola deserta è la meta del viaggio, la promessa della fuga verso nuove terre, nuove avventure. E’ il risveglio dopo il naufragio e il ritorno del nostos allo stato di natura, al paradiso originario.

Per chi é coinvolto nei conflitti generati dalla trasformazione urbana neoliberista e nelle lotte per il diritto alla città, le domande fondamentali sono: Un’altra città è ancora possibile? Un’altra vita nelle nostre città è possibile? Aggloville visualizza queste domande agglomerando elementi diversi fra di loro: paesaggi coperti di giungla come quelli del Congo-Brazzaville, quartieri e isolati come quelli di Alphaville di Godard, sentieri immaginati come quelli di Dogville di Lars Von Trier.

Bert Theis (Lussemburgo, 1952) fa parte di quella generazione di artisti, emersi nel corso degli anni Novanta, che attraverso i loro lavori hanno creato nuove possibilità per le pratiche nello spazio pubblico. I suoi lavori hanno una dimensione filosofica, sociale e politica; la maggior parte di questi sono stati creati a partire da spazi specifici della città. Nel corso degli ultimi dieci anni, è stato tra gli organizzatori di due progetti a lungo termine, Isola Art Center e out-Office for Urban Transformation, entrambi riconducibili all’ambito del conflitto urbano tra gli abitanti del quartiere di Isola, il governo della città di Milano e una compagnia multinazionale statunitense.

BERT THEIS - Aggloville T (Torino)

BERT THEIS – Aggloville T (Torino), 2015, stampa su tela, 316 x 472 cm, courtesy the artist

Nell’ambito della mostra Aggloville, le Attività Educative e Formative propongono l’attività di laboratorio Green specific in cui le riproduzioni di particolari scenari urbani vengono rielaborate attraverso l’introduzione di un connettivo naturale, che genera un contesto ibrido e imprevedibile. Un’idea trasformativa di zone specifiche, nelle quali il verde si riappropria di un suo spazio vitale, dando vita a un ambiente fecondo che genera nuove prospettive visive e narrative.

Comunicato stampa in Inglese (English version)

 

Ulteriori informazioni sul sito del PAV

 

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Chiara Maggiore
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Un pensiero su “AGGLOVILLE: ripensare le città e il nostro vivere

  1. Per conoscere meglio il PAV, oltre che consigliarvi di visitarlo (la cosa più saggia perché è luogo di esperienze e coinvolgimento), vi riporto alcuni miei passati articoli:

    Una piccola verde oasi nell’agosto cittadino (https://chiamapress.wordpress.com/2014/07/24/una-piccola-verde-oasi-nellagosto-cittadino/);

    Nella Grotta di Pugnetto con Laura Viale e il PAV (https://chiamapress.wordpress.com/2013/07/09/nella-grotta-di-pugnetto-con-laura-viale-e-il-pav/);

    INTERNATURALITA’. Estetica della natura e del paesaggio (https://chiamapress.wordpress.com/2013/04/30/internaturalita-estetica-della-natura-e-del-paesaggio/);

    Piero Gilardi: favole, gioco, luoghi di esperienza (https://chiamapress.wordpress.com/2013/03/19/piero-gilardi-favole-gioco-luoghi-esperienza/);

    Alla ricerca della Ritina di Steller (https://chiamapress.wordpress.com/2013/01/28/399/);

    Il Pav: uomo, ambiente e arte (prima parte) (https://chiamapress.wordpress.com/2013/01/27/il-pav-uomo-ambiente-e-arte-prima-parte/);

    Il Pav: abitanti, partecipazione e accessibilità (seconda parte) (https://chiamapress.wordpress.com/2013/01/27/il-pav-abitanti-partecipazione-e-accessibilita-seconda-parte/)

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